Johannes Bückler
Johannes Bückler

@JohannesBuckler

16 Tweets 330 reads Mar 02, 2023
Mamma mi ha lasciato nel 2011.
Una morte improvvisa, a soli 57 anni.
E’andata a coricarsi salutando mia sorella Veronica che stava partendo per Viareggio.
“Ti chiamo dopo”
Ma mamma non aveva risposto e Veronica, preoccupata, aveva chiamato papà che stava pulendo gli autobus.
A nulla sono valsi i soccorsi.
Forse per un infarto o un aneurisma. Non so.
So solo che sono rimasta sola.
Mi chiamo Elena Luisi, ho 40 anni, sposata e abito a Borgo a Mozzano. Povera mamma.
E il mio pensiero corre a quel 16 ottobre del 1983.
Era appena passata mezzanotte quando tre uomini fecero irruzione nella nostra casa.
Picchiarono i miei nonnini, Nicolò e Norma Citti.
Picchiarono anche la mamma per poi portarmi via con loro. Un rapimento. Per un riscatto.
Avevo solo 17 mesi.
Piangevo nel mio pigiamino azzurro mentre mi portavano via.
“Mettetela almeno in una coperta” urlò la mamma.
Non usarono nessuno coperta.
Urlarono solo al nonno: “Preparate i soldi. Tanti soldi. Cinque miliardi di lire”.
Non era la prima volta che rapivano un bambino o una bambina.
Povera mamma. Aveva avuto due gravidanze interrotte, poi finalmente ero nata io.
E ora qualcuno mi aveva rapito.
Qui sotto sono in braccio alla mia mamma, Isabella.
Papà non era ricco.
Allora aveva un solo pullman che guidava personalmente.
Nonno aveva, con altre tre persone, una fabbrica di vetro per elettrodomestici, ma nessuna ricchezza tale da poter pagare un riscatto di quel genere.
Papà e mamma rivolsero un disperato appello ai miei rapitori.
Poi ci fu anche l’appello del Papa e pure quello di Pertini.
Nel frattempo era passato un mese.
Non ho certo ricordi di quel mese.
Ho saputo in seguito che mi davano sonniferi per non farmi piangere.
Recapitarono una foto ai miei genitori.
Roba da infarto per mamma, papà, per i miei nonnini.
Per tutti.
Io che piangevo con un giornale davanti.
Era il 23 novembre, dopo 37 giorni di prigionia.
Dicono che il distacco, anche breve, dalla madre, inflitto ad un bambino nei primi mesi di vita può diventare un trauma di prima grandezza.
Non potete immaginare cosa può essere un distacco effettuato con la violenza.
Ma dopo 40 giorni...
Mi trovarono in una scatola sul ciglio di una strada sulle colline messinesi.
Con un pigiamino bianco, avvolta in una coperta.
I rapitori, ormai alle strette, mi avevano abbandonato, anche se uno di loro voleva bruciarmi.
Riabbracciai mamma e papà.
La storia è piena di rapimenti di bambini.
Come non ricordare il piccolo Charles Lindbergh Jr., figlio primogenito del famoso aviatore Charles Lindbergh e della moglie Anne Morrow Lindbergh.
Aveva 20 mesi.
Il suo corpicino fu ritrovato in un boschetto a poca distanza da casa
Da noi Mirko Panattoni, 7 anni. Pietro Garis, 5 anni. Paolo Ratti, 8 anni. Marco Fiora, 7 anni. Salvatore Priolo, 5 anni. Giorgio Garbero, 4 anni. Sara Domini Geloso, 4 anni. Vincenzo Guida, 16 mesi. Francesco Fabio Misto, 7 mesi. Caterina Provenzano, 8 mesi.
E molti altri.
Il 12 gennaio 1984 ebbe inizio il processo ai rapitori della piccola Elena Luisi.
Negli stessi giorni era toccato a Federica Isoardi, 7 anni.
Altro dolore. Altra attesa.
Attesa che durerà 61 giorni.
Perché ho iniziato la storia da mamma Isabella?
C’era poco da raccontare allora.
Un rapimento, certo. Di una bambina, anche.
Ma niente di più. Niente riscatto. Colpevoli accertati.
Cosa c’era di meglio che inventare una relazione tra mamma Isabella e la mente del rapimento?
I giornali ci si buttarono a capofitto.
Forse la mamma sapeva ed era d’accordo?
Allora se era d'accordo era sicuramente l’amante del Chille', la mente del rapimento.
In fondo lei lo conosceva.
Certo, lo conosceva perché abitava nello stesso paese.
Poi il Chillè aveva fatto affari pure con suo nonno.
Lei era quindi l'amante del rapitore della sua bambina?
Per l’informazione “un’ipotesi suggestiva”.
Il processo dimostrò invece che era solo fango.
Fango. Nulla più

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