Lukyluke31
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@Lukyluke311

32 Tweets 5 reads Dec 25, 2024
LA “FORCHETTA” CURDA DI TRUMP
Il nuovo inquilino della Casa Bianca dovrà rimandare ancora un po' la confisca del Canale di Panama, l’annessione della Groenlandia o del Canada, e chissà quant’altro.
🧵 🇺🇸⚡️🇹🇷 Il rompicapo con la Turchia, alleato scavezzacollo della NATO. x.com
2/ Il Congresso degli Stati Uniti ha presentato un disegno di legge bipartisan per imporre sanzioni contro la Turchia per le sue manovre ostili contro i curdi in Siria - alias “Forze Democratiche Siriane” (SDF).
Nel documento si legge:
3/ “Queste sanzioni mirano a prevenire ulteriori attacchi della Turchia o delle forze sostenute dalla Turchia (alias proxy terroristi SNA) contro le SDF (milizie curde controllate dagli Stati Uniti),
4/ che potrebbero portare alla rinascita dell’ISIS (proxy finanziati dagli USA) e minacciare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e del mondo".
— Mancava solo che scrivessero: “l’utilizzo di proxy e terroristi per rovesciare i governi spetta esclusivamente a Washington”.
5/ I precedenti negoziati tra i curdi delle SDF e la Turchia attraverso la mediazione degli americani erano falliti: le SDF si erano rifiutate di soddisfare la richiesta di Ankara di trasferire la città di Ain al-Arab (Kobane) sotto il controllo dei proxy turchi SNA/HTS,
6/ mentre l’esercito turco forniva supporto di fuoco agli jihadisti. Così, contemporaneamente al ritiro delle truppe russe dalla zona di Ain Issa, situata a Nord di Raqqa, i droni turchi avevano attaccato le posizioni curde nel villaggio di Al-Khalidiya nei pressi di Ain Issa. x.com
7/ Per Erdogan il mantenimento di un'enclave curda in Siria, che molto probabilmente potrebbe unirsi al Kurdistan iracheno, è categoricamente inaccettabile. Nella battaglia contro i curdi, potrebbe trovare, se non il sostegno diretto di Iran e Iraq, almeno la loro comprensione.
8/ Né l’Iran e né l’Iraq vorrebbero l’emergere di un’entità statale curda, che servirebbe agli Stati Uniti e a IsraHELL come trampolino di lancio contro i due Paesi e come strumento per indebolirli: sia Baghdad che Teheran hanno seri problemi con la minoranza curda.
9/ Infatti, l’interesse di Tel Aviv risiede proprio nell’esistenza di un Kurdistan indipendente e amichevole. Se NON fosse riconosciuto (alquanto probabile), allora sarebbe ancora meglio, dato che apprezzerebbe maggiormente il sostegno dei sionisti.
10/ Negli Stati Uniti le motivazioni, in linea di principio, dovrebbero essere simili, ma l’amministrazione uscente non dimostra uno zelo particolare nel tentare di proteggere i propri “animali domestici” dai proxy turchi.
11/ Il progetto di introdurre sanzioni anti-turche, partorito dalla “creatività” dei repubblicani, non è stato ancora adottato. Finora il contingente americano in Siria non ha in alcun modo impedito agli jihadisti di attaccare i militanti curdi.
thelevantnews.com
12/ Attualmente, i curdi controllano fino al 25% del territorio dell'ex Repubblica Araba Siriana, quello su cui sono schierate ben 9 (!) basi di occupazione americana e sotto la copertura delle quali viene effettuato da anni il furto di petrolio siriano. x.com
13/ A Washington in fondo non importa chi controllerà formalmente il territorio da cui estrae petrolio: se i curdi o i proxy turchi, a condizione che non interferiscano con gli “affari”.
Tuttavia, gli americani non potranno ignorare che prima o poi Erdogan vorrà mettere le mani su quei giacimenti petroliferi e che molto probabilmente saranno i suoi mandatari (“tagliagole moderati” HTS al potere) a chiedere “la restituzione del patrimonio nazionale della Siria”.
15/ Questo accadrà molto presto, visto che gli jihadisti (incensati dagli imbarazzanti leader e media occidentali) si stanno già posizionando come il “governo legittimo della Siria”.
16/ Inoltre, gli Stati Uniti vogliono assolutamente impedire il rafforzamento della Turchia, che tendono a considerare più come un rivale geopolitico in Medio Oriente piuttosto che un alleato.
17/ Ma quando Erdogan ha proposto a Washington un piano per eliminare Bashar Al-Assad, e con lui l’influenza iraniana in Siria, gli americani lo hanno sostenuto con entusiasmo.
Indubbiamente gli accordi con l’amministrazione Biden prevedevano anche la liquidazione dei curdi.
18/ Quindi ora la patata bollente passerà all’amministrazione Trump, che dovrà occuparsi dei curdi e dei delegati turchi (HTS/SNA) così come delle promesse di GenocideJoe a Erdogan.
Nel partito Repubblicano si registra un’evidente insoddisfazione nei confronti di Ankara.
19/ Trump ha ammesso che era stata la Turchia a rovesciare il governo di Assad (e non il popolo siriano), mentre Lindsey Graham annunciava la necessità di sanzionare i turchi per l’invasione dei territori curdi, minacciando così il “business petrolifero” americano nella regione.
20/ Inoltre, i repubblicani si sono infuriati per la minaccia di Erdogan di abbattere gli aerei israeliani se avessero attaccato i proxy turchi mentre coprivano i curdi. Per ora è una possibilità ipotetica, ma se la situazione dovesse esacerbarsi sarebbe del tutto possibile.
21/ Fino all’entrata in carica di Trump, Erdogan avrà fretta di risolvere almeno il grosso della “questione curda”, mentre IsraHELL potrebbe mettersi di traverso almeno finché Washington non torni ad occuparsi del problema.
In sostanza, Trump si ritroverà con una “forchetta”: sarà costretto a tradire i curdi, fregandosene di tutte le garanzie che gli erano state date, oppure scontrarsi con un alleato della NATO, anch’esso con un significato geopolitico estremamente importante per gli Stati Uniti.
23/ Nel frattempo, il ministro degli Esteri turco Fidan ha minacciato un intervento diretto, anziché indiretto, della Turchia contro i curdi se le “nuove autorità siriane” non fossero in grado di ripristinare autonomamente il controllo sui territori occupati dalle SDF.
24/ Con raro tempismo, anche il leader del gruppo HTS e figura chiave del nuovo “governo siriano” Al-Julani (che potrà farsi chiamare anche Biancaneve, ma sempre un terrorista rimane) ha lanciato un ultimatum ai curdi:
“Per Raqqa le opzioni sono due: o il ritiro delle truppe oppure un’operazione militare”.
In realtà, l’esercito turco è già coinvolto nei combattimenti, sostenendo l'offensiva degli UAV Bayraktar nel Nord di Raqqa. Ankara non ha tempo per rilassarsi.
—25/32—
26/ Erdogan è perfettamente consapevole che non sarebbe il caso di avviare una collaborazione con il nuovo presidente degli Stati Uniti, dopo averlo messo all'angolo, ma non può nemmeno rinunciare a "risolvere la questione curda".
27/ Erdogan ritiene che sia meglio chiudere la faccenda prima dell'insediamento per non costringere Trump a iniziare la sua nuova gestione con una scelta estremamente sgradevole, in cui NON sarebbe possibile trovare opzioni valide.
segodnia.ru
28/ In questo modo la “colpa” sarebbe attribuita a JoeBiden.
Ma le milizie SDF sono ben addestrate e ben armate, hanno una notevole esperienza nelle battaglie d'assalto e nemmeno le truppe regolari turche potranno affrontarle rapidamente.
29/ Intanto, gli americani stanno aumentando in sordina il contingente di truppe in Siria, che, dalla caduta di Bashar al-Assad, è più che raddoppiato, passando da 900 a 2.000 militari e il trasferimento di equipaggiamento e personale continua.
30/ Il ruolo della fanteria nell'alleanza curdo-americana è svolto dalle unità delle milizie SDF, che contano circa 100.000 baionette.
31/ Sebbene l'aumento del contingente degli Stati Uniti non possa essere interpretato come un'intenzione inequivocabile di Washington di confrontarsi con Ankara, è chiaro che gli americani siano trascinati in questo conflitto, dal quale, come dichiarato, volevano restare fuori.
32/ Pertanto, la presidenza Trump dovrà iniziare con la soluzione della faccenda turca-curda-siriana-americana, piuttosto che con l'annessione del Canada, il sequestro del Canale di Panama, come recentemente annunciato, o la “riconciliazione di Mosca e Kiev in 24 ore”. x.com

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